Borgo Campidoglio di Torino - Un quartiere che valorizza la tradizione
Davanti a quelle botteghe artigiane si arrestò. Gli odori, il vociare di alcuni bambini, alcuni panni colorati appesi in un cortile... Gli sembrò di andare indietro nel tempo, chiuse gli occhi e vide carrozze, operai per strada, fumi di ciminiere, udì gli zoccoli di cavalli sulle pietre...
Forse Borgo Campidoglio, il quartiere che a Torino fa rivivere al turista il passato, non lo fa in questo modo, ma la sua forza evocativa segna profondamente chi percorre le sue strade e ne ammira gli originali murales sparsi ovunque.
La borgata, che nasce a fine ’800 con l’insediamento di alcune fabbriche nelle zone Martinetto-San Donato e dei relativi alloggiamenti per le maestranze, si estende in un'area chiusa da corso Svizzera, corso Tassoni, via Cibrario, via Nicola Fabrizi e prende il nome dal proprietario dei terreni agricoli su cui sorse e che furono poi destinati ad altro uso: "i campi di Doglio", da cui deriverebbe "Campidoglio".
Il borgo, di vocazione operaia e artigiana, anche se oggi collocato in una zona semicentrale, è uno spazio urbano occupato da case basse con ampi cortili esterni e mantiene le caratteristiche di un villaggio all’interno della città. Le vie del quartiere, progressivamente pedonalizzate e l’utilizzo di mezzi non inquinanti, come le biciclette, permettono una visita godibile oltre che un miglioramento della qualità della vita nel senso della sostenibilità. Borgo Campidoglio è oggi riconosciuto “area d’interesse storico e ambientale”.
Articolo tratto da Capodopera n. 29, settembre 2010, "La riscoperta di Borgo Campidoglio" di Marcella Bergnesi
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