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Chiafura a Scicli

Pubblicato: 14/10/2010

by Ciro Artale

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Chiafura si trova nella cava di San Bartolomeo, sulla parte meridionale del colle di San Matteo; è uno dei quartieri più antichi della città di Scicli, sorto su un insediamento medioevale. Dopo il crollo dell’impero romano il colle San Matteo era una roccia fortificata, quindi la popolazione trovò più sicuro spostarsi ai suoi piedi; l’intero versante sarà saturato di abitazioni e, data la natura carsica della montagna e l’abilità nel cavare la pietra (tufo), molte di esse saranno ricavate in grotte che lo segneranno per sempre con centinaia di bocche nere.

 

Il terremoto del 1693 distrusse il castello e costrinse in breve ad abbandonare il colle; la città sarà trasferita definitivamente a valle, ma ancora nel XIX secolo migliaia di persone continuarono a scavarvi le proprie abitazioni, ricavando all'interno gli spazi e gli arredi che servivano perla vita modesta di tutti i giorni.
La maggior parte delle grotte è costituita da uno o due vani diforma quadrata, di circa 4 o 5 metri di lato; alcune di esse sono scavate in pareti che si affacciano direttamente sui terrazzamenti; altre si raccordano alla strada tramite un cortile antistante. Parte di queste abitazioni sono dislocate su due piani, collegati attraverso scale interne, anch'esse scavate nella roccia. Le abitazioni nel tempo venivano allargate costruendo, a ridosso delle grotte, strutture in muratura.

 

La parte occidentale, dominata dal "Castiddazzu", è caratterizzata da terrazze lungo tutta la sua altezza; in ognuno di essi le aree più larghe, piazze sui generis, costituivano lo spazio comunitario, piccoli luoghi d’incontro dove si svolgeva la vita pubblica. Il quartiere rimase molto popoloso fin dopo l’ultima guerra mondiale, ma una legge del 1954 impose l’abbandono di queste dimore, caratteristiche quanto umili, sicuramente inadatte ad ospitare il cittadino del XX secolo.

 

Pier Paolo Pasolini visitò da giornalista Chiafura e la descrissecome:

«una specie di montagna del Purgatorio, coi gironi uno sull'altro, forati dai buchi delle porte delle caverne saracene, dove la gente ha messo un letto, delle immagini sacre o dei cartelloni di film alle pareti di sassi e lì vive, ammassata, qualche volta col mulo.»

 

Oggi Chiafura ha subito una nuova trasformazione; gli interventi di recupero e riqualificazione hanno fatto si che i turisti possano recarvisi comodamente alla scoperta anche della Sicilia popolare e autentica.

 
Per visitare questi luoghi occorre contattare preventivamente l’Assessorato al Turismo di Scicli.
Per ulteriori informazioni o per visite guidate è possibile contattare l’associazione guide della Provincia di Ragusa.

 

Per raggiungere Scicli da Catania si può percorrere l’A18 procedendo in direzione Siracusa, l'autostrada termina a Rosolini; da qui si procede lungo la SS115 (direzione Gela) passando da Ispica fino a Pozzallo; procedendo sul litorale si va in direzione Sampieri, da dove si risale per Scicli arrivando dall'alto con una bella vista della città.