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Sulmona in Abruzzo, tra storia e tradizioni.

Pubblicato: 31/01/2011

by Ciro Artale

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Sulmona © Chiara Lozzi

Sulmona si trova in provincia dell’Aquila, in Abruzzo, nelle valle Peligna, circondata dal Gran Sasso d'Italia, la Majella, e il Morrone, nel cuore del Parco Nazionale della Majella.

Si tratta di una cittadina medioevale fatta di mura antiche, di porte in pietra, chiese, monumenti, ricca di storia e conosciuta in tutto il mondo per gli illustri personaggi (Papa Celestino V e il poeta latino Publio Ovidio Nasone su tutti) ai quali ha dato i natali e per i famosissimi confetti.

 

Ogni angolo dice qualcosa della gloriosa storia di questa bella cittadina, dalle testimonianze archeologiche dell'oppidum (sulle alture del Monte Mitra), uno degli insediamenti fortificati più grandi dell'Italia Centrale, agli scavi (ai piedi del monte Morrone) con il Tempio di Ercole Curino, all'Acquedotto Medioevale, una delle grandiose opere civili costruite durante il regno di Federico e del figlio Manfredi, con le 21 arcate a sesto acuto in pietra concia e una lunghezza di circa 100 metri.

Federico II, grazie agli statuti di Melfi, fece della città la capitale e la sede della Curia di una delle grandi Province in cui divise la parte continentale del Regno; Sulmona, così,  conobbe un periodo di splendore testimoniato anche dalle opere di quell’epoca.

In quel periodo fu disposto che la fiera di Sulmona divenisse la prima delle sette che si svolgevano nelle città più importanti del Regno (dal 23 aprile all'8 maggio).

Al periodo successivo risalgono la seconda cerchia di mura (con sei porte), segno che la città aumentò la sua estensione e la sua popolazione, e il Palazzo dell'Annunziata col suo maestoso campanile di 65.5 metri, edificio nato come asilo per orfani, poi divenuto ospedale e oggi uno dei simboli della città.

Nel XVI secolo infatti nacquero la famosa Scuola Orafa Sulmonese e l'industria della carta e il commercio ebbe una notevole crescita grazie al mercato di stoffe preziose (la seta sermontina) e della lana.

 

Come detto il poeta Ovidio è il sulmonese più illustre. Dalle iniziali del suo celebre emistichio "Sulmo Mihi Patria Est" la città ha preso le iniziali del suo stemma "S.M.P.E.", e nel suo nome si svolge ogni anno il Certamen Ovidianum Sulmonense, concorso internazionale di latino riservato agli studenti del liceo classico.
Anche il corso che attraversa per tutta la sua lunghezza Sulmona è intitolato ad Ovidio.

 

Ideale per il passeggio pedonale, seguendolo è possibile scorgere la maggior parte dei monumenti e degli edifici storici di Sulmona. Il letto di due fiumi e le mura con le loro porte circondano e delimitano il centro storico.

Partendo dalla Cattedrale di San Panfilo (del VIII secolo), Patrono di Sulmona, si attraversa la Villa Comunale per immettersi nel Corso, nei pressi di Porta Romana; poco distante è palazzo Tabassi, con portale del duecento e una bifora che ricorre spesso nelle immagini cittadine.

 

Avviandosi per via Ovidio ecco il complesso monumentale della SS. Annunziata con la Chiesa che ospita il museo del costume popolare abruzzese-molisano e della Transumanza nella Sala del Campanile, e il Palazzo che ospita il Museo Civico che vanta una sezione archeologica ricca di reperti (monete, documenti e materiali preistorici) provenienti dalla città e dal territorio circostante, e una sezione medievale caratterizzata dal prezioso catasto cittadino del 1376. Numerosi sono i dipinti, gli affreschi e le statue qui custodite con gli oggetti di oreficeria sacra del tesoro del pio Istituto dell'Annunziata (croci, calici e monete coniate dalla Zecca sulmonese a partire dal 1382).
La zona posteriore si è rilevata ricca di tante testimonianze da divenire un museo "in Situ".
Qui sono infatti riemersi i resti di una domus di epoca romana, forse della prima età imperiale, e le murature delle diverse epoche (medievali, rinascimentali e moderne), tratti di "opus quasi reticulatum", numerosi frammenti di suppellettili e ceramiche, monete di Augusto e Adriano. I numerosi ritrovamenti testimoniano sia l'antica storia dell'edificio che i numerosi interventi di ricostruzione dovuti ai disastrosi terremoti che hanno caratterizzato la storia di questo territorio.

 

Proseguendo per il corso si incontra la Chiesa della Trinità, fino ad arrivare a Piazza venti settembre, punto di incontro e di svago per tutti i giovani, nella quale, davanti al palazzo Municipale, fa bella mostra la statua di Ovidio.

 

Riprendendo si arriva alla Fontana del Vecchio, sormontata da una testa barbuta che ne ha dato il nome, situata a ridosso del primo pilone dell'Acquedotto Medioevale, che con le sue arcate delimita Piazza Garibaldi (già piazza Maggiore) con al centro la Fontana Monumentale (del 1823) e sullo sfondo la Chiesa di San Filippo Neri con la sua facciata gotica.

 

In Piazza Garibaldi si svolge il Mercato. A Pasqua vi viene rappresentata la Resurrezione di Cristo, mentre a partire dall'ultima settimana di luglio la piazza diventa lo scenario della Giostra Cavalleresca e del Corteo storico in abiti medioevali, nella quale i cavalieri dei Borghi e dei Sestrieri sfidano quelli dei paesi europei gemellati con Sulmona davanti a tantissimi turisti italiani e stranieri.

 

Sempre lungo il Corso si apre Piazza Plebiscito dove si trova la Chiesa di Santa Maria della Tomba (così detta per via dei ritrovamenti di resti umani ivi sepolti) con il portale tardo gotico del 1300, il rosone del 1400 e il campanile a base quadrata del 1579.  Da qui ogni Domenica di Pasqua parte la Processione che culmina nella "Madonna che scappa" in Piazza, organizzata dalla Confraternita di S. Maria di Loreto. Il centro storico termina con i resti dell’antica cinta muraria segnalata da Porta Napoli, ancora intatta, una delle dodici porte dalle quali era possibile accedere alla città.

 

Termina il centro, non certo la visita che deve certamente includere l’Eremo di Sant'Onofrio, raggiungibile attraverso un percorso che per secoli è stato calcato dai frati celestini e da Celestino V che qui si ritirò dopo il “gran rifiuto”, il Museo di Storia Naturale, il Museo dell'ex monastero di Santa Chiara e il Museo dell’arte e della tecnologia confettifera, annesso allo stabilimento dove avviene la produzione.

 

Come arrivare:

A Sulmona si arriva in auto dall'autostrada A25 (uscita "Sulmona-Pratola Peligna") provenendo da Roma (in 2 ore) o da Pescara (in 50 minuti) o in alternativa dalla Tiburtina. Da Napoli e dall’Aquila si arriva percorrendo la S.S. 17.
Per chi arriva dalla Puglia occorre percorrere l'A14 Adriatica, mentre dal nord conviene seguire l'A1 fino a Bologna e poi l'A14 Adriatica fino a Pescara. Sulmona è raggiungibile facilmente anche col treno e in autobus, l’aeroporto più vicino è il “D'Annunzio” di Pescara (50 minuti in auto da Sulmona) collegato con importanti scali nazionali ed internazionali.

 

http://www.sulmona.org

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