Castello Gravina - Cupane

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Il complesso della torre di avvistamento e del palazzo baronale con i corpi annessi sorge in un’area, detta Marina delle Acque Dolci, che probabilmente nel tardo periodo imperiale era un porto commerciale allo sbocco del torrente Favara.

La torre venne eretta all’inizio del XV secolo da Augerot Larcàn (cavaliere distintosi nelle campagne militari al quale fu assegnata la baronia di San Fratello) a supporto delle attività economico-commerciali già insediate e riedificata e fortificata a fine secolo da Antonio Giacomo Larcàn, contemporaneamente all’edificazione del baglio e alla posa della merlatura a coronamento delle mura. La tonnara (presente già dal 1346) fu rinnovata e fu attivato un nuovo caricatore che permise lo sviluppo del commercio dell’intera zona.

La torre fu inserita nel sistema di torri di avvistamento voluto da Carlo V per la difesa delle coste dalle scorrerie degli ottomani. Nel 1555 Vincenzo Larcàn costruisce il trappeto per la lavorazione della cannamelata (canna da zucchero) che durò fino al 1735.

La Marina nel 1698, per matrimonio della discendente dei Larcàn, è diventata proprietà esclusiva di una delle famiglie più importanti del Regno: i Gravina. Il complesso edilizio è così trasformato in dimora feudale e arricchito con una facciata barocca, la chiesa è ristrutturata, dal lato della torre è realizzato un ponte; il trappeto e il mulino sottano sono restaurati, le macine sostituite per lavorare il frumento. Nel 1879 le proprietà della famiglia Gravina sono comprate dal barone Francesco Cupane.

Nel XX secolo il castello è fulcro di numerose attività: la lavorazione della seta e dell’agave, il commercio del sughero e degli agrumi, due mulini, una gualchiera, una taverna-osteria con cambio cavalli.

Il borgo della Marina (ormai Marina vecchia) perde la sua centralità quando dopo la frana del 1922 si decide di edificare il nuovo abitato di San Fratello (la Marina nuova) nei terreni adiacenti.

Il castello lentamente verrà abbandonato dalla famiglia Cupane; la torre, dopo essere stata danneggiata dai bombardamenti dal mare nel 1943, non è manutenuta e nel 1966 le Ferrovie, con il benestare di Sovraintendenza e proprietari, decisero di farla saltare letteralmente in aria.

Da quel momento il castello divenne in breve un rudere, sempre più soffocato da nuove costruzioni e strade; in queste condizioni arrivò al 2002, anno in cui il Comune poté finalmente acquistarlo.

Altre informazioni:
Luogo: Via Marina Acquedolci
Coordinate GPS : LAT 38.05795114920263 LNG 14.59090810614316
Anno di realizzazione: Torre XV secolo - Edifici annessi XVI secolo - Dimora nobiliare XVIII secolo


BrumottixItalia al Castello di Acquedolci per il FAI