Grotta di San Teodoro ad Acquedolci

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La Grotta di San Teodoro si trova alla base di un’alta parete rocciosa calcarea denominata Pizzo Castellaro. Pur avendo un ingresso relativamente ridotto, è però molto estesa: 60 metri di lunghezza, 20 di larghezza, fino a 20 di altezza.

Dal punto di vista archeologico è pregevolissima per la presenza di sepolture risalenti al paleolitico superiore e per la presenza di fauna risalente all’era quaternaria. L’Homo sapiens sapiens la abitò intorno a 14.000-11.000 anni fa, ossia in una fase tarda del Paleolitico superiore, quando si seppellivano già i morti, «accompagnando la sepoltura con forme rituali».

Dalla seconda metà dell’Ottocento, diversi studiosi descrissero ed esplorarono l’antro: Anca (1860), Vaufrey (1929), Maviglia e Graziosi (dal 1941 al 1946).

Nella Grotta di San Teodoro sono state localizzate le prime sepolture paleolitiche siciliane, cinque crani e due scheletri completi (la prima donna siciliana, detta “Thea” è ospite del museo Gemmellaro di Palermo). In molti ritengono che possano essere presto trovati resti di ominidi che farebbero diventare il sito tra i più importanti del mondo.

Il sito è visitabile gratuitamente, accompagnati dai custodi della Sovrintendenza ai Beni archeologici.

Altre informazioni
Luogo: contrada Favara - pizzo Castellaro, Acquedolci
Coordinate GPS : LAT 38.05025484159483 LNG 14.592217024142428